giovedì 7 aprile 2016

Masturbazioni di una madre, Silvia G.



Pubblicazioni: IOLIBRO
Genere: Erotico
Anno: 2015
Formato: Cartaceo
Pagine: 136
Prezzo: € 12
Disponibile su: ILMIOLIBRO

 Veronica è sposata con un uomo che non l'attrae più, ha un figlio adolescente per cui non ha mai provato un grande affetto, e alla soglia dei quarant'anni si rende conto di aver sprecato la sua vita a fare nulla di importante; soprattutto, realizza di voler essere libera di godersi gli ultimi anni della propria giovinezza. Grazie al libro erotico che ha da poco pubblicato come rivalsa alla propria esistenza conosce Admin, uno spietato conquistatore che la imprigiona nella sua seducente tela: lei lo vuole a tutti i costi ed è disposta a qualsiasi cosa pur di provare il  piacere della sua carne. Divisa tra il ruolo di casalinga e quello di scrittrice improvvisamente ricercata, trasgredisce alla propria moralità ribellandosi al destino scelto da lei stessa anni prima. Il  morboso desiderio la distrae dal mondo reale, facendola cadere in uno psicotico limbo erotico volto a divorarle l'anima fino allo stremo delle proprie forze.

Scritto in maniera cruda e tesa, questo romanzo rispecchia il volto di tante donne che hanno vissuto la vita di Veronica: ad un certo punto si valutano le scelte fatte, chiedendosi se sono state quelle giuste e se si può essere ancora in tempo per cambiare il proprio destino. È sicuramente un romanzo che porta alla riflessione e che dovrebbe essere letto anche dagli uomini perché non è solo un erotico, anzi: la sessualità descritta è solo una piccola sfumatura nel disagio di una donna che non si sente più tale, che viene data per scontata dal proprio compagno e che realizza di stare perdendo la propria identità femminile, soppiantata dal ruolo acquisito nel momento in cui sceglie di mettere la fede al dito. Perché quando un uomo sceglie stare con una donna, deve ricordarsi che deve amarla e riconquistarla ogni singolo giorno passato insieme.

"La spallina del vestito che indossa le è scivolata su un braccio, se ne accorge troppo tardi, la mano di lui svelta si è già avvicinata, come un ragno, rimettendola a posto e confondendo tutto il resto"

"Lui fa un viaggio e lei ne fa un altro, uniti nelle parti intime non potrebbero essere più distanti. Ma lui non se ne accorge, come la maggior parte dei mariti"

"Veronica se lo immagina, dietro un tavolo, libero di guardare, di addentrarsi nell'intimità dei corpi, impunito, fin nei pertugi di quelle carni fresche"

Claudia Mameli



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Recensione "Masturbazioni di una madre" di Claudia Mameli è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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La donna farfalla, di Roberto Brughitta



Casa editrice: Amico Libro
Genere: Narrativa
Formato: Cartaceo
Anno: 2014
Pagine: 114

Nonostante la guerra avesse lasciato segni pesanti sulla terra e nell’anima,  gli abitanti di Lamadrò stavano pian piano risollevandosi: svolgevano lavori umili come le loro case, fiere sopravvissute dei numerosi bombardamenti, che si distinguevano da tutte le altre mai viste prima per la strana storia legata alle tegole larghe dei loro tetti. 
Mentre Monica legge tra le nuvole storie che devono ancora essere scritte, suo marito Bruno lavora nella piccola officina, dove qualche volta va a dare una mano anche il loro figlio Riccardo, un bambino silenzioso dotato di un intuito estremo. Allo stesso modo Letizia, una signorina di ormai ottant’anni, passa tutto il giorno a servire vernaccia nella sua piccola e sgangherata bettola, dove i clienti possono intrattenersi con una radio che a loro appare come un magico lusso del quale godere.
Questa piccola comunità isolata dal resto del mondo viene un giorno animata dall’inaspettato arrivo di una bizzarra carovana di saltimbanchi, costretta a fermarsi lì fino a quando il falegname non avesse aggiustato uno dei loro carri. A dirigere la compagnia ci stava Tempesta, uomo burbero e imponente che aveva assoldato persone alle quali non era rimasto più nulla. Tra loro ci stavano Liquirizia e Giglio, uniti dalle cicatrici della guerra; abbiamo Manuel, un ragazzo che aspetta di poter finalmente rientrare a casa; e c’è Camomilla, che nella sua bontà, grande quanto la sua stazza, riesce ad ammansire anche gli animi più ribelli. La loro presenza diede nuova vita al paese e accese la curiosità di tutti, specialmente nel giovane e timido maniscalco Gianluca ed in suo zio Oscar, un apicoltore che passa le sue ore a leggere e sognare il mare, inventando tra una cosa e l’altra un numero degno di un circo come quello di Tempesta, dove ci sono giocolieri, mangiafuoco e lanciatori di coltelli; e dove soprattutto c’è la donna farfalla, una bellissima ragazza che aspetta solo di essere liberata da un assurdo patto che la lega indissolubilmente alla “Compagnia dei Campanelli”.

Introdotta dai versi del poeta Giorgio Peddio, “La donna farfalla” ha il sapore di una favola antica, nella quale ci si immerge completamente poiché rievoca un vissuto che fa parte della nostra storia. Leggendo il libro si sente una forte solidarietà per i suoi personaggi, che vivono senza troppe pretese formando un’unica famiglia; un modo di fare, questo, che ancora resiste nei piccoli centri della nostra isola dove basta veramente poco per poter dire di non avere bisogno di null’altro. Emergono in questo modo gli ideali di amicizia e collaborazione, uniti amore profondo e altruismo.
È la storia di una fotografia impolverata, che fa scordare la frenesia dei nostri giorni mentre si riassapora la bellezza di quei piccoli gesti che sanno rendere grande una vita fatta di sacrifici. Tra nuvole premonitrici, bambini che non usano la voce per parlare, amori nati nel vento e notti passate a rincorre sogni lontani, Roberto Brughitta trasporta i suoi lettori in un mondo non troppo lontano da noi, a volte solo dimenticato. La scrittura appare subito famigliare, priva di complicati costrutti letterari e ricca invece di forti emozioni. È grazie all’alternarsi armonioso di dialoghi e descrizioni esposte in maniera essenziale, che tutto il narrato risulta di facile comprensione. Le frasi si susseguono piacevolmente, rendendo la lettura adatta ad essere vissuta come puro svago o come spunto di riflessione: questo perché, abituati a cercar di rendere migliore la nostra vita, spesso dimentichiamo che la vera felicità si nasconde anche solo nel condividere quel poco che abbiamo con la nostra famiglia, che sia essa formata da vincoli di sangue o dall’incontro di anime che si completano e delle quali non potremmo più fare a meno.



"Poco più in basso, al centro del gruppo laterale delle case dalle tegole larghe, la serranda della bettola di signorina Letizia, sollevandosi, aveva fatto più baccano delle campane. La leggenda diceva che la piccola stamberga fosse lì prima del paese stesso, e che il villaggio le fosse cresciuto intorno  con il passare degli anni"

"Gianluca non sentiva più nulla, non si accorse nemmeno che il suo capo l'aveva raggiunto. (...) Teneva in mano uno di quei manifestini che oltre alle varie scritte ritraeva una bellissima ragazza"

"Non appena il figlio del maniscalco fece il suo ingresso nella stalla, il ragazzo si diresse con una borraccia verso la fontana della piazza. Riccardo gli sbarrò la strada con le braccia aperte. Era chiaro: voleva un abbraccio. Fu il ragazzino a decidere la durata di quella stretta, se Gianluca si fosse staccato prima del previsto il giovanotto avrebbe iniziato ad urlare. Aveva i suoi tempi... per ogni cosa"

"Dal carro di Tempesta spuntò una scarpina rosa e a seguire, un polpaccio che era largo il doppio di una coscia di Giglio. (...) Era la donna cannone"

"Divina rimase così per più di un minuto poi, di colpo aprì i palmi delle mani che trattenevano le lunghe frange si seta. Queste iniziarono a srotolarsi lentamente e andarono a formare un variopinto paio d'ali. (...) La ragazza sollevò quindi una delle scarpine da funambola, e fu a quel punto che la donna Farfalla iniziò la sua magica danza"



INTERVISTA

Claudia)Buongiorno Roberto, ti do’ il benvenuto in questo piccolo salotto letterario nel quale parleremo dei tuoi libri e anche di te!
Vorrei partire dalle parole di Giorgio Peddio, che fanno da apertura a “La donna farfalla”. Perché  hai scelto di usare una sua poesia?

R) Buongiorno a te e ai lettori. Se anni fa mi avessero chiesto quale fosse il mio poeta preferito, avrei dovuto sceglierne uno tra almeno tre nomi. Questo fino a poco tempo fa, quando per caso scoprii che un amico scriveva poesie e che sporadicamente le pubblicava su Facebook. Le lanciava così, come si fa con un sasso nel lago. E come accade in questi casi, una piccola onda arrivò nella mia bacheca. Le sue composizioni erano firmate solo con le iniziali, e quando scoprii chi ne era l’artefice quasi non ci credetti. Erano poesie bellissime e posso definirlo un poeta dell’anima. Ho provato a convincerlo a pubblicarle, ma lui nulla. Scrive di getto, senza pensare ed è sicuramente il sentimento che muove la sua penna. Sono riuscito comunque a farmi donare la poesia che introduce il racconto e che consiglio ai lettori di rileggere una volta terminato il libro. Mi sento per questo privilegiato e non smetterò mai di ringraziarlo.



C) La storia di cui parli si rifà ad un tempo che a noi appare ormai lontano: ci sono la guerra, la povertà, persone umili e sognatori. Da dove parte l’ispirazione?
R) L’ispirazione viene ascoltando le storie delle persone, soprattutto quelle degli anziani. Fin da piccolo mi affascinavano i racconti e posso tranquillamente affermare che i primi libri siano stati i miei nonni. Poi c’è la strada, io sono un grande osservatore e prima o poi, gli episodi che mi hanno affascinato, nel bene o nel male, compariranno come per magia nei miei romanzi.


C) Lamadrò è un luogo immaginario, ma non troppo. Come nasce nella tua testa?
R) Lamadrò è in realtà il nome con cui molti indicano, in Sardo, il paese di Lunamatrona. Non a tutti gli abitanti piace, ma io lo trovo invece molto poetico. Ci vivevano i miei nonni e ci ho passato i periodi migliori della mia infanzia. Per un cittadino, giocare scalzo, tuffarsi nel grano e andare in giro a rubare le prugne acerbe era qualcosa indescrivibile. Ho solo riportato nel libro i colori, i sapori e gli odori che sentivo allora in quel paese e che purtroppo non ho mai più sentito in nessun altro luogo.



C) La compagnia di “Tempesta” è ciò che porta nuova aria al paese. So che quello del circo è sempre stato un tuo pensiero ricorrente e, in un certo senso, questa tua passione entra a far parte della storia stessa. Puoi raccontarci qualcosa in più di te?
R) Penso che ogni bambino abbia sognato di unirsi al circo. In primis perché avrebbe visitato tantissimi luoghi lontani, e  secondo motivo perché il circo dava l’idea di una vita allegra e senza problemi. Con gli occhi di un adulto il circo è tutt’altro. Sicuramente l’aver fatto per anni il Burattinaio e aver passato tantissimo tempo con i bambini nei vari corsi di costruzione e animazione mi ha aiutato a raccontare le storie in modo quasi … fiabesco. O almeno così dicono tanti miei lettori. E questo mi fa piacere anche perché ho scoperto che spesso i miei racconti vengono letti in famiglia. A turno uno legge e gli altri ascoltano. Come una volta.



C) Oltre a collaborazioni in varie antologie, prima di questo libro ci sono “Il giocattolaio e altri racconti”, “Baci di laguna” e “Trucioli di cuore”. In che modo ti sei approcciato alla scrittura?
R) Ho iniziato a scrivere per pura necessità. Avevo subito dei lutti in famiglia e così ho iniziato un racconto per poter dare i nomi dei miei cari ai personaggi. Un modo per renderli immortali. Poi una mia amica ha letto qualche riga e mi ha spinto a continuare. Non ho più smesso. 



C) Dopo “La donna farfalla”, hai pubblicato “Oro corallo e arcobaleno”, “Su Lèpuri isposu” e “La trilogia di pinocchio”. Parlaci di loro.
R) Oro, corallo e arcobaleno è ambientato nella splendida cittadina di Bosa degli anni 80. Un Carabiniere sceglie di trasferirsi in Sardegna per avere un avanzamento di grado. Lui pensa di restarci per poco tempo, ma dovrà fare i conti con la bellezza del territorio, l’ospitalità delle persone, il sole e … l’amore. Il progetto di Pinocchio è qualcosa che invece va oltre la letteratura. Il libro “La trilogia di Pinocchio” contiene tre storie; la prima ci spiegherà del perché il tronco di legno che troverà Mastro Ciliegia sia fatato, poi c’è la storia originale e integrale con l’aggiunta di 30 splendide illustrazioni made in Sardegna, e per finire una terza storia dove un Pinocchio maggiorenne verrà catapultato nel mondo delle donazioni del midollo osseo. Infatti, una parte del ricavato andrà distribuito tra le sedi ADMO di Alto Adige e Sardegna. Il libro “Su Lèpuri isposu”, invece, allerta i bambini delle elementari sulla pericolosità dell’amianto. E’ stato realizzato con i tecnici della prevenzione dell’UNPISI e patrocinato dalla regione Sardegna. Essendo il primo lavoro d’Italia che parla di amianto ad una fascia d’età così bassa, ha avuto subito grandi consensi e sta entrando in tutte le scuole della Sardegna. Naturalmente, dietro tutti questi progetti c’è la mia casa editrice “Amicolibro” che ha subito creduto in me e continuamente mi consiglia e sostiene.



C) Ti ringrazio per avermi concesso il piacere di questa chiacchierata. Prima di salutarti, però, vorremmo tutti sapere quali altri sogni stanno venendo fuori dal tuo cassetto!
R) Il cassetto mi sta stretto, infatti ne ho un baule pieno. Purtroppo so che se rivelati, i sogni non si realizzano. E poi … fammi prima svegliare!



Claudia Mameli


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Recensione con intervista "La donna farfalla" di Claudia Mameli è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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sabato 5 marzo 2016

Aikane e lo splendore del buio, di Harry Fog


Pubblicazione: StreetLib Write
Anno: 2014
Genere: Fantasy Contemporaneo
Formato: E-book
Pagine: 492
Prezzo: € 1,99

Nella cittadina di Quietlake, dove in un insolito incidente alla fabbrica tessile DeepWool trovano la morte cinque persone, vive Aikane, una giovane psicologa forense che sogna di lavorare presto nel campo che l'ha lasciata a lungo sui libri scolastici. Vivendo da sempre nel pudico rigore degli insegnamenti impartiteli da sua madre, la ragazza dal nome hawaiano cerca di soffocare il desiderio malato di trasgressione, ascoltando buona musica e leggendo sulle radici di un vecchio albero lontano dagli occhi dei più. Tormentata da incubi ricorrenti che rendono più forte, in lei, il senso di frustrazione e inadeguatezza nel mondo che la ospita, si ritroverà fra le mani un oggetto misterioso dal quale faticherà a separarsi. Di lì a breve, la vera natura di Aikane inizierà a venire fuori facendola sentire, e vedere agli occhi di tutti, una donna bellissima e seducente, dotata di una forza fisica e mentale senza uguali. Per merito del fato, si ritroverà legata ad un investigatore che segue il caso della DeepWooll, ma l'attenzione che attirerà su di sé diventerà un'arma a doppio taglio che la porterà faccia a faccia con figure ambigue e minacciose, e ancor di più con la sua stessa anima, che in preda ad una folle lotta interiore dovrà trovare il modo di gestire la nuova Aikane, decisa a scoprire il nesso che lega la sua trasformazione all'incidente nella fabbrica.

Tra le note che danno il nome ai capitoli del libro, la giovane ed attraente Aikane prende vita nelle righe scritte da Harry Fog nella sua prima opera letteraria, dove riesce a combinare il fantasy estremo nei suoi surreali avvicendamenti, ad un thriller carico di suspense grazie alla figura del Detective Stephen Wayne, che incarna perfettamente la tipica arrogante presunzione di chi si sente grande nel suo ruolo di potere; allo stesso tempo, l'azione frenetica della vicenda principale viene ammorbidita da delicate vicende romantiche, e nuovamente ribaltata nelle forti scene di sesso.
Lo stile narrativo dell'autore risulta in linea con il genere del romanzo, che appare scorrevole e privo di terminologia complessa, rendendolo adatto a giovani lettori (maggiorenni!), che desiderano passare un paio d'ore immersi in una spensierata lettura.
La trama avvincente, e soprattutto il finale inaspettato che sovvertisce le prime 400 pagine, farebbe di quest'opera un  interessante film da prima serata ... Magari da vedere in versione 3D!

                                                     

"Il cuore le batteva forte in petto: stava sudando oltremodo. S'inginocchiò e proseguì a sferrare colpi con forza mentre il seno le danzava a causa dei violenti movimenti del braccio. Colpì ancora e ancora la radice, come se quella stesse ponendo resistenza. Si sporcò di terra, sudore ed erba, infine, esausta, riuscì ad estrarlo"

"Era il momento di andare a fondo, non doveva finire tutto in quel momento: non sapeva chi o cosa fosse, ma il mostro di Oscurità, che aveva dato il via al cambiamento interiore, ora non doveva osare fermarsi. Desiderava stesse lì, voleva continuare a godere all'infinito"

"Si trovava nel bel mezzo del Bosco dei Roveri, in piena notte. Indossava il completo attillato di pelle nera e camminava adagio sull'erba, splendida e inquietante come una pantera a caccia. Poteva udire ogni singolo rumore e scovare immediatamente chi o che cosa l'avesse provocato: il battito d'ali di una falena, lo scricchiolio di foglie sotto i suoi piedi, il fruscio fra i cespugli dei movimenti veloci di un coniglio selvatico. L'olfatto era incredibilmente sviluppato, avrebbe potuto scovare e prendere alla sprovvista qualsiasi animale, prima che si fosse accorto della sua presenza. Voltò la testa di scatto , nella direzione in cui fiutò una fragranza: era indubbiamente l'olio di Impatiens niamniamensi"

"Qualche giorno prima la voce della mora l'avrebbe sollevata e convinta ad affrontare qualsiasi situazione, ora, invece, si chiese come potesse essere così certa e tranquilla. Non era forse il temibile dio delle tenebre quello che avrebbero dovuto affrontare l'indomani notte?"

"Aikane si voltò di scatto fissandolo negli occhi, divenuti di un un unico e terrificante colore grigio. Incurvò le labbra in un inaspettato e inquietante sorriso attirando la sua attenzione e accendendo in lui la paura. Ruotò su se stessa e sollevò l'intero corpo contorcendosi, facendo leva sul braccio immobilizzato"

"È meraviglioso il sorgere del Sole, non trovi? Una magia che si ripete da miliardi di anni» Aikane spalancò la bocca stupefatta, non per l'alba... La donnina proseguì «La luce e il buio che ingaggiano una lotta infinita: ogni giorno l'uno crede di aver vinto sull'altra, ma dopo poche ore gli cede nuovamente lo scettro... » (...) «Un perfetto equilibrio capisci... va preservato... a tutti i costi!»"

Claudia Mameli



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mercoledì 28 ottobre 2015

Il colore dell'uva matura, di Sandra Rotondo


Edizione: Kindle
Genere: Erotico
Anno: 2015
Formato: E-book
Pagine: 118
Prezzo: € 3,99
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Michael è un ricco ed affascinante uomo in carriera che vive con arroganza il potere che esercita sulle donne, misero mezzo d'appagamento per i propri sensi. Mentalmente deviato da un percorso di crescita disturbato, ha fatto della misoginia una religione da rispettare ad ogni costo, dove angeli e demoni combattono per aggiudicarsi il posto più oscuro e nascosto del suo cuore che spesso dimentica i bisogni degli altri, senza riuscire a capire i motivi che spingono le persone a vivere godendo oltre i propri desideri viscerali. Le sole certezze del ricco amatore sono Harry e le sue vigne, le uniche cose in grado di ricordargli che anche lui, un tempo, è stato un bambino che voleva crescere come tutti gli altri.
Immerso in un continuo susseguirsi di appagamenti morbosi, si ritrova d'un tratto a fare i conti con una nuova presenza che prepotentemente si è fatta strada nella sua vita: quella di Maria, vittima a modo suo di un altrettanto traumatica infanzia, e che farà di tutto per insinuarsi nei suoi pensieri invertendo i ruoli di vittima e carnefice, in un lussurioso gioco di caccia alle streghe.

"Il colore dell'uva matura" esordisce con un prologo che lascia un nodo in gola nell'attesa di scoprire le macabre fattezze di una madre innamorata visceralmente del proprio figlio, che una volta adulto userà il proprio corpo come arma di distruzione, impedendo che lo scrigno magico custode dei suoi più intimi segreti possa essere violato per poi finire in mani bramose di sofferenza altrui.
Di primo impatto, la maniera esplicita e minuziosa con la quale vengono descritte tutte le scene di sesso proposte, può far apparire questo libro al pari di un porno letterario già visto. Andando avanti nella lettura, però, si scopre che la penna dell'autrice sa muoversi agilmente tra le righe delle emozioni, usando una terminologia colta e appropriata nei punti giusti, facendo così ricredere persino il lettore più scettico, che si ritroverà a confrontarsi con gli stati d'animo che portano alla ferocia di cui si vantano gli stessi atti carnali. Un libro che esalta la linea sottile tra amore e morbosità, sofferenza e rancore, autodistruzione e voglia di esplodere in un liberatorio grido di rinascita: un libro che stringe lo stomaco fino all'ultimo respiro.



"Il periodo della vendemmia è la mio preferito, mi piace sporcarmi le mani con l'uva, sentire le morbide rotondità del suo grappolo, assaporarne la delicata dolcezza sulle labbra che esplode, subito dopo, nel palato, facendoti pregustare la successiva corposità del vino che se ne ricava"

"Sembra che siano passati pochi minuti e invece è quasi un'ora che parliamo. Assurdo come ragioni il tempo. Ma ancor più assurda è la percezione che noi ne abbiamo, nel preciso istante in cui viviamo il presente"

"Io sono uno stronzo e in quello eccello. In silenzio, facciamo ritorno a Parigi. La lascio davanti l'entrata del Grand Hotel. (...)  Sbatte lo sportello con violenza e si allontana. Io faccio altrettanto e spingo il piede sul pedale dell'acceleratore. Corro, violando ogni limite di velocità. L'autorità preposta non mi spaventa. Io sono l'autorità! Troppo abituato ad averla vinta, chi ha il denaro possiede anche il potere e ciò che ne consegue. Donne comprese"

"L'ho stretta a me, per la paura che mi scivolasse via dalle mani, come un sogno lasciato a metà, nel risveglio mattutino. Il mio corpo, ora, la cerca assetato del suo vino"

"È come un leone in gabbia, mio padre, sbatte sulle sbarre con costanza, in attesa di essere liberato. Ma non c'è liberazione per lui, né mai ci sarà. Ma sta punendo anche me e io non ho colpa. Sono solo un ragazzino più alto della norma. Sono solo un ragazzino che vuole andare a giocare nei vigneti. E lui non me lo permette"

Claudia Mameli





lunedì 17 agosto 2015

Giochi di ombre, di Giovanna Evangelista


Casa editrice: Lettere animate
Anno: 2015
Genere: Giallo
Formato: E-book
Pagine: 175
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Gaia soffre di un'infelicità della quale ha colpa solo in parte, e vive di questa sua malattia per anni fino a che capisce di dover riprovare a respirare: sentendosi fiera della propria bellezza in un modo che pare essere l'unico in grado a darle conforto, a non farla sentire quel pezzo di anima vuota che aveva creduto d'essere fino a poco prima; osservando nuovamente il mondo che la circonda e scoprendo quanto è grande; trovando nuovi amici e, forse, altro.
Dall'altra parte c'è Liam che, da vent'anni, ogni notte fa sempre lo stesso incubo che lo porta ad avere paura ogni notte di più. Vede un'immagine eterea, di donna avvolta in vesti vermiglie che gli sussurra una sola e indecifrabile frase. Al limite della paranoia, aiutato da Elis con la quale desidera creare una famiglia, decide di ricostruire un improbabile puzzle di ricordi remoti, scoprendo così una terribile verità che non gli lascerà scampo.

Questo doppio romanzo d'esordio, ben scritto e contornato dalla delicata armonia frasistica  nei giusti punti, appare sin dall'inizio come frutto di un lavoro attento e studiato. La descrizione dei luoghi è essenziale, e le trame ben costruite grazie all'astuzia della penna di Giovanna Evangelista catturano l'attenzione del lettore, che alla fine di ogni capitolo sente la necessità di continuare a voltare pagina.
Due trame coinvolgenti e ricche di sfaccettature intriganti e  suggestive, che riga dopo riga si arricchiscono di nuovi elementi mai troppo banali, intrecciandosi tra loro grazie ad un perfetto meccanismo di suspense e colpi di scena in grado di  stimolare la curiosità e portare, poi, a riflettere sul senso profondo delle scelte fatte nel corso della vita; sui desideri e i sogni da inseguire e le promesse da mantenere, nonostante le difficoltà, le cadute e gli errori.
Un romanzo che lascia il fiato sospeso fino all'ultima riga, e che vuole essere letto tutto in una volta.



"Non era tristezza, non era stanchezza: pura infelicità, quella che impregna l'anima fino a trasudarne"

"Poi la porta d'ingresso che cigolava, il tanfo dei cardini che si abbracciavano, e infine il silenzio"

"Il primo amore è sempre un sogno ingannevole. È qualcosa che nasce in modo subdolo, che non ti aspetti, che inizia con l'assuefarti e rapirti e finisce con l'insidiarti l'anima e renderti un'altra persona"

"E la paura non è altro che l'ombra dell'anima, una banale proiezione di se stessi"

"Gli sfiorò la guancia, lasciando dietro di se una sensazione di gelo. (...) Seppe cosa stava per accadere. Non doveva alzare lo sguardo, per nulla al mondo avrebbe dovuto farlo"

L'ipnotista, di Lars Kepler


Casa editrice: Longanesi
Anno: 2010
Genere: Thriller
Formato: Cartaceo
Legatura: Brossura
Pagine: 585
Dopo aver giurato di non praticare mai più l'ipnosi, lo specialista in traumatologia del dolore Erik Maria Bark si ritrova a dover dare il suo aiuto nella soluzione di un complicatissimo caso al quale indaga Joona Linna, un ispettore solitario che segue l'istinto più delle tracce. Il compito di Maria, è quello di riuscire a far parlare l'unico testimone di una strage familiare, anch'esso ridotto in gravi condizioni.
Quello che inizialmente sembrava un lavoro semplice, si trasforma in una bomba atomica pronta ad esplodere all'interno della vita privata del medico, che vive una già complicata vita coniugale ed esistenziale, messa a terra dall'improvvisa scomparsa di Benjamin.
L'intromissione di Erik in questo caso potrebbe aver scatenato una reazione a catena legata al suo precedente lavoro, risvegliando fantasmi del passato ancora in cerca di trovare la pace definitiva.
Ma ogni indizio trovato cambia costantemente le regole del gioco, rendendo così impossibile trovare la giusta scia da seguire per scovare il killer, che nel frattempo sta disegnando attorno a sé un quadro pragmatico che Joona Linna prova ad interpretare. Solo alla fine, dopo aver fatto un lungo salto indietro nel tempo, Erik saprà portare il caso verso una soluzione alla quale mai si sarebbe pensato.

La scrittura a quattro mani dei coniugi Ahndoril, appassionati del genere poliziesco, appare da subito precisa e pulita in ogni sua virgola, con una trama che viene esposta in modo tale da non rivelare tutto subito in maniera lineare, ma lasciando punti in sospeso ripresi, poi, poco per volta incrociandoli a nuovi. L'alternarsi del narratore, a volte esterno ed altre nella persona di Erik, rende questo romanzo ricco di punti di vista e riflessioni utili alla comprensione del testo, reso però ambiguo da infiniti colpi di scena che stordiscono il lettore  fino all'ultima pagina.
Se in alcuni punti la scrittura appare tediosa e quasi immobile su se stessa, subito dopo prende a correre veloce verso argomenti ben articolati, ricchi di suspense e descritti in modo tale da indurre il lettore ad immedesimarsi in essi.
Un libro nel quale immergersi in silenzio per farsi trasportare nel lato oscuro della mente umana.



"Appena l'auto esce dal parcheggio, Erik allunga la mano verso la scatoletta di legno che conserva nel cassetto del cruscotto. Senza distogliere lo sguardo dalla strada, fa scattare la chiusura con il pappagallo colorato e l'aborigeno, prende tre pillole e le manda giù in fretta"

"La prima cosa che aveva visto era una pozza si sangue sulla moquette della camera da letto con delle strisce lunghe, come se qualcuno si fosse trascinato attraverso la porta, e un paio di occhiali da bambino vicino alla soglia"

"Erik tace, sa che le sue parole ormai non hanno più alcun significato. Le ha mentito dieci anni prima e non è ancora riuscito a dimostrare il suo amore per lei, in alcun modo, non abbastanza, non a sufficienza perché lei ricominciasse a fidarsi di lui"

"Quando la lama del bisturi le penetra nella gola, improvvisamente compaiono le sue rughe d'espressione intorno agli occhi. (...) Quando poi estrae il bisturi dalla gola, la donna emette una sorta di fischio, dimenando le gambe a scatti"

"Entrando nella stanza buia, dove l'aria era carica delle esalazioni di sudore e vomito, avevo portato con me un odore di cera per pavimenti. Eva Blau era a letto con la schiena rivolta verso di me"

"Sorride fra sé e sé quando il colpo alla nuca lo fa inciampare in avanti. Probabilmente sarebbe caduto pancia a terra se non fosse per l'ascia che gli è rimasta conficcata in testa e lo trascina all'indietro"

"Preso dal panico, inizia a muovere le gambe, sale in superficie e si riempie i polmoni di ossigeno. L'autobus comincia a colare a picco, lentamente e cigolando"

Claudia Mameli


Licenza Creative Commons
Lipnotista di Claudia Mameli è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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giovedì 13 agosto 2015

Come miele sul cuore, di Tiziana Iaccarino


Casa editrice: Self-Publishing
Anno: 2014
Genere: Romance
Formato: E-book
Pagine: 257
Dopo la morte del padre, Isabel e sua madre sono in piena crisi economica e per non farsi pignorare tutto hanno bisogno di risaldare i debiti. Rosalba, sapendo nell'infatuazione di August verso la propria figlia, durante una crociera nella nave di lui, (che è armatore) gli promette di fare in modo che lei possa essere sua in cambio del risanamento dei loro debiti, senza far sapere le sue intenzioni alla figlia.
Isabel non sa bene se ama od odia l'essere corteggiata e amata da August. Ne è attratta ma allo stesso tempo disgustata, nel senso che sa si volerlo accanto a sé per i suoi soldi e non perché realmente innamorata. Accetta comunque di sposarlo e andare a vivere con lui in America, scoprendo subito la folle gelosia di lui e la propria repulsione nei suoi confronti; hanno pochi rapporti intimi e sempre troppo cruenti, sbrigativi e privi di preliminari e romanticismi con i quali si sarebbe sentita meno "usata". Iniziano i dubbi sulla propria scelta e si chiede cosa avrebbe pensato di lei suo padre, capendo così di voler amare un uomo e non il suo portafoglio.

E finalmente appare il miele sul cuore in grado di stravolgere ogni sua finta convinzione per regalarle la A maiuscola.


 La scrittura appare romantica e ricca di poesia, con un erotismo delicato e mai troppo volgare. A volte è eccessivamente carica di eufemismi; allo stesso modo ci sono troppe spiegazioni riguardo al perché dei gesti compiuti dai personaggi, quasi si cercasse di giustificarli. In alcuni punti il racconto diventa logorroico nei pensieri degli stessi, che ripetono incessantemente stati d'animo sempre uguali senza sapersene dare ragione. Contiene qualche piccolo errore grammaticale dovuto alla fretta, ma in ogni caso non sono evidenti in maniera eccessiva.
È una storia che scava l'amore profondo cercando di capirne il senso in ogni parola detta, gesto fatto o pensiero elaborato.
Senza dubbio, gli amanti del genere lo apprezzeranno per l'intensità delle emozioni trasmesse.



"Ancora non sapeva quanto sua madre Rosalba, invece, avesse pianificato, dopo essersi ripresa in tempo per capire che avrebbe dovuto trovare un conto in banca in grado di risanare il suo bilancio familiare"

"August non era più in grado di vivere senza di lei e ne fu tristemente consapevole"

"A Isabel piaceva quella sua voglia di proteggerla e pensò che fosse l'unica cosa di cui aveva bisogno"

"Aveva perso tutto, anche se sperava che lui fosse ancora lì da qualche parte a vegliare su di lei e magari a proteggerla"

"Il cielo era di un' azzurro tanto intenso da ferire la vista e il mare danzava tiepido sotto di esso"

"Isabel prese un lungo respiro e pregò che non stesse accadendo proprio a lei. Non in quel momento. Non dopo essersi sposata. Non in luna di miele"

"Il cielo parve abbandonare le sue calde tonalità esotiche e la luce del giorno parve arrendersi al sopraggiungere di un'improvvisa oscurità"

"Non le disse che i suoi occhi gli gelavano il sangue, che le sue labbra gli confondevano le idee e non sarebbe riuscito a starle lontano"

"Storie di paesi lontani, di amori impossibili, di fate e di maghi, scheletri e avventure di pirati. Quanto le mancava tutto ciò!"

"Era salito su quella nave solo per lei. Non poteva rinunciare alla speranza, poiché era l'unica cosa che gli era rimasta"

"Era il mondo che finiva. L'amore che si lacerava. La mente che impazziva. Le viscere che si contorcevano. Il dolore atroce di una perdita che l'avrebbe condannato alla solitudine del cuore"

"Capelli al vento e grida di un uomo che la voleva le fece scoppiare il cuore di felicità. Era quella la felicità!"

Claudia Mameli


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