giovedì 7 aprile 2016

La gabbia, di Gianluca Corradini





Edizioni: ILMIOLIBRO
Anno: 2015
Genere: Narrativo
Formato: Cartaceo
Pagine: 136
Prezzo: €15
Disponibile su: ILMIOLIBRO

Stan è stato appena arrestato, e in maniera confusa inizia a prendere coscienza di quella che sarà la sua vita da quel momento in poi. Studia i suoi compagni, osserva la presa di potere delle guardie chiedendosi come poter andare avanti in maniera normale, ed entrando in un luogo nel quale ogni concetto prestabilito perde il suo valore, resetta ciò che rimane della sua vita passata per inserirsi nel nuovo habitat, come se non potesse esistere nient'altro di diverso dal posto in cui sta. Solo una voce, saggia, prova ad indicargli come fosse un enigma, la verità che si nasconde dietro il suono cupo prodotto dall'acciaio nel momento in cui la cella si chiude per sempre alle spalle dei reietti.

Gianluca Corradini, già impegnato nella gestione di un sito web d'informazione culturale, scrive questo suo primo libro nell'arco di molti anni, utilizzando una  forma stilistica che si plasma a misura di detenuto in un formale parlato quotidiano a dispetto delle convenzionali regole narrative. Grazie alla scrittura poco ricamata (che avrebbe potuto deviare la reale comprensione del testo), i fatti vengono descritti in maniera essenziale, come se fossero stati osservati attraverso l'otturatore di una macchina fotografica; mentre l'iniziale lentezza delle parole regala alla storia una nota noir che fa scivolare in forti riflessioni, d'un tratto si fa strada una più intensa visione della malinconica rassegnazione dei personaggi nella quotidianità del carcere, dove il tempo perde consistenza cambiando forma, ed  il perché della detenzione diventa un dettaglio irrilevante.
Piuttosto, il cardine di tutto il romanzo è proprio il senso di smarrimento dei detenuti e la loro necessità di rendersi utili per dare un senso ad una vita che non gli appartiene più, perché in una cella il vuoto spazza via i ricordi rendendoli qualcosa di irraggiungibile e non indispensabile.
La prigione, come una gabbia mentale in cui si perde la propria identità, ed i ruoli si amplificano nel loro senso di potere; dove la lucidità e la consapevolezza si sgretolano come un muro scosso da un terremoto. Un luogo nel quale nulla è come dev'essere, neppure la paura: perché dentro una gabbia, l'unica soluzione per sopravvivere è nutrire con amore e dedizione la propria rabbia.



"Stan era una persona comune, come tante altre. Finché non venne processato e arrestato per omicidio"

"Durante le ore notturne non si sentì un solo sibilo tra le celle. Un silenzio profondo invadeva la sala più rigoroso che in un cimitero"

"Le rivolte delle mense, gli schiamazzi, i tafferugli e le risse raccontate milioni di volte in televisione e nei romanzi sembravano essere pura fantasia"

"Fuori da quelle mura era diverso: c'erano le stragi, il caldo asfissiante dell'estate ed il freddo glaciale dell'inverno. C'era la primavera che raccoglieva e l'autunno che portava via. C'era la vita, la folla e il caos. Lì dove il tempo aveva un senso, e per questo veniva rammentato. Ma per i detenuti ogni cosa era differente, loro rimasero rinchiusi in un concetto astratto che era il tempo stesso in carcere. Proseguirono incessantemente le loro vite, fino a dimenticarsi di dover scontare una pena, fino a rassegnarsi completamente all'idea di vivere".


Leggendo questo libro ho sentito la necessità di conoscere meglio Gianluca Corradini, cosicché da una chiacchierata ne è venuta fuori una piccola intervista che vi riporto in versione integrale. Buona lettura!

INTERVISTA

Claudia: "Prima di tutto, grazie per la disponibilità: riuscire ad avere un'intervista con un autore è quanto di più bello si possa regalare ad un lettore!
Ma andiamo subito al dunque: "La gabbia", inizia come il più classico dei noir per poi trasformarsi in qualcosa di più complesso, difficile da decifrare. Come nasce questa storia, e da cosa è stata ispirata?"
Gianluca: "La gabbia nasce diversi anni fa, e inizialmente avevo un'idea completamente differente riguardo lo sviluppo del romanzo. Ad ispirarmi sono stati principalmente Fabrizio De Andrè ed Eduardo De Filippo, che attraverso le loro opere - Storia di un impiegato e Le voci di dentro - hanno profondamente cambiato il mio modo di essere e pensare."

C: "Il romanzo è ambientato in America per una scelta stilistica, o per un preciso motivo?"
G: " Non c'è un motivo in particolare, quindi direi una scelta stilistica. Anche se è nato tutto improvvisamente, senza che ci riflettessi troppo."
C: "Considerando che le scene iniziali si svolgono con grande rapidità, ad un certo punto il lettore vorrebbe capire qualcosa di più, sul vissuto dei personaggi; invece, il loro passato diventa qualcosa di irrilevante e prettamente astratto: perché?"
G: "Credo che in questa storia non siano importanti i dettagli: il protagonista potrebbe essere ciascuno di noi. E' fondamentale capire lo sviluppo senza lasciarsi influenzare, e per questo era necessario rendere spogli gli interpreti."

C: "Il gioco di potere che le guardie assumono verso i carcerati, incute in questi ultimi una forte rassegnazione, che intacca psicologicamente la loro identità di esseri umani. Crede che sia possibile, fare di un assassino una vittima?"
G: "Questo è un argomento già trattato da autori ben più illustri. Io piuttosto mi chiedo: è possibile trasformare una vittima in un assassino?"

C: "In questa storia viene utilizzata una scrittura molto semplice, priva di fronzoli letterari e decisamente 'alla mano', ma pur sempre con grande precisione emozionale. Ha svolto delle ricerche approfondite per spiegare al meglio i temi trattati?"
G:" Qualche ricerca l'ho fatta, sì. In particolare ho visitato un ex-opg qualche mese fa, un'esperienza che mi ha sicuramente aiutato."

C: "So che la stesura del libro è stata lunga, ma appagante. Qual è il messaggio nascosto ne 'La gabbia'?"
G: " Potrebbero essercene tanti di messaggi nascosti, ma se li dico poi non c'è sfizio a leggere il libro. Mi piacerebbe se i lettori li trovassero."

C: "Questo, è un libro auto pubblicato: perché consiglierebbe questa opzione ad altri autori emergenti?"
G: "Quello della scrittura è un mondo difficile. L'auto pubblicazione permette di dare il meglio di sé e togliersi qualche soddisfazione in più."

C: "Lei, è socio amministratore del sito culturale/giornalistico 'ilvaporetto.com". Come concilia il suo ruolo di divulgatore con quello di romanziere?"
G: "E' molto difficile, considerato anche che svolgo un terzo lavoro, l'unico al momento remunerativo. Ma avere una passione è fondamentale in tempi come questi, non mi pesa perché scrivere è sempre stato il mio sogno."

C: "Prima di salutarci, può dirci se ha già in opera un nuovo progetto letterario, magari con qualche anticipazione?"
G: "Qualcosa c'è, ma al momento voglio concentrarmi su "La gabbia". E' una parte di me, ci tengo molto."

Claudia Mameli



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Recensione "La gabbia" di Claudia Mameli è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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Mi chiamavo Susan Forbes, di Rosalba Vangelista


Casa editrice: YoucanPrint
Genere: Gotico
Formato: Kindle
Dimensioni: 577 kb
Prezzo: € 0,99
COMPRA QUI Mi chiamavo Susan Forbes


Susan Forbes è una giovane donna che chiede solo di poter vivere in pace la serenità del proprio amore, fatto di suoni soavi, profumi delicati e sogni che possano riempirle l'anima. Era felice accanto all'uomo che amava, finché l'onta della vergogna fece in modo che ogni suo desiderio venisse distrutto per sempre, trasformandola in un'anima in pena costretta a vagare disperatamente alla ricerca di una pace che non sentiva più sua.
Questo racconto breve, scritto in maniera essenziale e drammaticamente nostalgica, si snoda tra le radici profonde del gotico. Al contempo, l'inno alla gioia lo riporta verso una corrente romantica nella quale le leggi del cuore si sovrappongono a quelle crudeli dell'uomo, dove si lotta per l'indipendenza delle proprie speranze, anche a costo della propria vita. È questa una storia che lacera il cuore, riportando al presente vicende non troppo lontane dai nostri giorni, nelle quali l'onore di una famiglia viene ancor prima della famiglia stessa.

"In questo limbo non vi è alcun suono, alcuna luce, è come fluttuare nel nulla, vedo e sono avvolta nella nebbia… una nebbia densa, fredda, che sa di peccato"

"Non sono stata seppellita in terra consacrata, ma lontana, in una fossa nel bosco; come un rifiuto, come qualcosa di sporco e deplorevole, tra quegli alberi spogli e desolati che sembravano gridare l’orrore della mia morte tra la nebbia umida e grigia di quel luogo abbandonato"

"Era un angelo vestito di nero, era il frutto proibito della mia anima innocente, quella stessa anima che sarebbe stata maledetta in nome di un onore che non lascia scampo all’amore"

"Ero così, mi bastava un tramonto, un petalo di rosa cullato dal vento per emozionarmi, vedevo la bellezza dietro ogni cosa, dietro ogni fiore, dietro ogni luna"

                                                   

Claudia Mameli

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Le cronistorie degli elementi: Il mondo che non vedi, di Laura Rocca


Genere: Fantasy
Anno: 2015
Formato: E-book
Pagine: 641
Prezzo: € 0,99

Celine è una ragazza fragile ed insicura alla quale la vita ha riservato solo cattive sorprese. Giunta allo stremo delle sue forze si reca nella casa dove ha vissuto con i suoi genitori fino a poco tempo prima, e lì accade qualcosa di magico e straordinario che le fa quasi credere di essere diventata pazza. Quello che ha creato dalle sue stesse mani attira l'attenzione di Aidan, soldato di un mondo a lei sconosciuto ed invisibile ad occhio umano ma del quale pure lei, seppur inconsapevolmente fa parte. Combattuta dal legame che la lega a Matteo, il suo attuale fidanzato, e quello che improvvisamente sente di provare per Aidan, Celine scoprirà le sue origini di Custode degli elementi scoprendo luoghi straordinari che vivono della potenza emanata dalla natura; conoscerà guerrieri valorosi e maestri saggi; imparerà a conoscere se stessa e i suoi poteri immensi preparandosi ad affrontare una grossa battaglia che vede il Signore del Vuoto protagonista del piano di distruzione e presa di potere verso tutti gli altri elementi: Acqua, Terra, Fuoco e Aria.

La scrittura è ancora un po' acerba, ma le premesse per una crescita narrativa sono alte. L'autrice riesce agevolmente ad introdurre una scena dietro l'altra, grazie a piccoli passaggi studiati che non lasciano nulla di scontato. La trama è ben intrecciata su basi solide e definite che vanno a svelarsi poco per volta senza mai contraddirsi. Non esistono pause stagnanti, neanche nelle scene sentimentali dove i personaggi allentano la presa sull'azione per svelare un lato più umano. Man mano che si prosegue, il racconto si amplia di nuovi elementi che tengono sempre alta la tensione, mentre gli ambienti, descritti in modo scenografico, regalano la sensazione di essere parte integrante del racconto e potersi muovere insieme ai protagonisti. Primo libro della saga delle Cronistorie degli elementi, "Il mondo che non vedi" è una storia da leggere e guardare con gli occhi della fantasia in attesa di nuove rivelazioni secondo "Aidan", e del nuovo capitolo della saga "Il regno dell'aria".

                                                         

"La pianta prese vita e, anche se aveva gli occhi chiusi, sentiva le radici che si muovevano tra le sue dita, avvertiva il calore della luce bianca che irradiava sulla pianta, poteva percepire la linfa vitale scorrere nei gambi e seppe quando fermarsi"

"In quest'Aidan non c'era l'arroganza, non cera la rigidità dei movimenti studiati o le battute calcolate, era solo un ragazzo, un bellissimo ragazzo che dormiva serenamente"

"Fàs non ha alleati, sono solo servi, marionette appunto; per ognuna che ne perde altre cento possono prendere il loro posto, non gli interessa di doversene disfare"

"A volte era convinto che Celine non fosse  innamorata di Matteo come voleva dare a vedere, altre si diceva che era semplicemente lui a desiderare che fosse così"

"Tutti quei colori sembravano quasi urlare alla vita, l'acqua stessa sembrava cantare allegra mentre scorreva rapida in mezzo alla vegetazione"

"Portami sul cuore, fintanto che non potrai portarmi i dentro, poiché quello è il mio posto, il solo posto in cui voglio stare"

"Il bagliore degli spiriti crebbe e sembrò travolgerla, poi riacquistò la consapevolezza del proprio corpo fisico e seppe di essere tornata nella stanza di pietra nel sotterraneo del castello"


Claudia Mameli


La sabbia delle streghe: Rosehan e la spada di Shanas, Teresa di Gaetano


Casa editrice: YoucanPrint
Genere:  Epic Fantasy
Anno: 2014
Formato: E-BOOK
Pagine: 392

Roshean vive insieme ad i suoi genitori nella piccola Normit, cittadina del regno Corallo d'avorio abitata da semplici contadini. La natura ribelle della ragazza è il cruccio di sua madre, che accetta controvoglia di lasciarla andare libera per la natura, là dove si sente più felice. La tranquillità di Rosehan viene però un giorno spazzata via da un'oscura presenza che la obbligherà ad intraprendere una missione pericolosa. Solo lei, infatti, ha il potere di impugnare la spada che secondo la profezia metterà fine alla Grande Battaglia posta in atto nei confini dei regni "Luna di vetro" e "Colori di pietra". Contro il suo volere dovrà imparare l'arte del combattimento per poter poi affrontare Erchamon, il mago crudele che dirige le sorti della battaglia. Durante il cammino, la giovane guerriera verrà affiancata da improbabili compagni di viaggio dotati di poteri magici che l'aiuteranno maturare, rivelandole oltremodo il segreto nascosto della sua vera natura.
In un mondo abitato da fate, elfi, streghe e creature della notte, tra lotte ed innamoramenti, Rosehan diverrà la chiave del destino di tutti i regni e del futuro che vorrà creare.

L'ottavo capitolo della saga "La sabbia delle streghe" si apre senza troppi convenevoli, avviandosi in maniera svelta verso il centro della trama principale. Rispettando tutti i canoni dell'epic fantasy, ci troviamo a che fare con gli straordinari abitanti di un mondo incantato, destinati ad affrontare avventure e nemici fuori dal comune. Poco per volta, l'autrice descriverà luoghi e personaggi in maniera precisa ma leggera, lasciando così fluire il racconto in una lettura che non viene appesantita neanche dai toni solenni e concetti profondi, usati di tanto in tanto per dare spessore alla storia. Nonostante i lunghi periodi s'intreccino freneticamente regalando alla storia una costante mobilità, la scrittura rimane comunque a portata di apprendisti lettori, essendo questa caratterizzata da toni prettamente adolescenziali che ben si adattano ad una categoria giovane. È quindi un buon libro per invogliare i ragazzi ad approcciarsi in maniera spensierata al mondo della letteratura, partendo da un genere sempre in crescente espansione.



"Rosehan fu costretta ad inginocchiarsi per resistere alla forza del vento. Le luci si spensero e, quando tutto fu calmato, Rosehan rimase sola, al buio"

"Dal bastone ricurvo del mago uscì una sfera luminosa: Rosehan si sentì pervadere da un'immensa luce. L'avvolse la pace più completa"

"Il solo braccio che aveva era lungo e snello, in contrasto con il collo tozzo. Sembrò volerla afferrare con la sua mano affusolata, ma Rosehan aveva già sguainato la spada di Shanas"

"Gli elfi non solo brillavano, ma emanavano una fredda luce lunare, era un incanto vederli"

"La seconda pietra blu si illuminò per metà, dato che aveva già usato la prima metà per ritornare nella città di Akyab insieme ad Agheon; la prima ormai era già spenta per i suoi due desideri precedenti"

"Il mago richiamò con la sua unica mano una sfera di energia. Stava per lanciargliela addosso, quando Nereis la protesse con il suo bastone. Creò con la magia una sorta di scudo invisibile, e la sfera si dissolse nell'aria bruciando gli alberi circostanti"

"Quando colui che è stato maledetto brandirà la spada di fuoco, e sarà trafitto con la spada delle lacrime da colui che reca nel cuore un immenso dolore, il Male si dissolverà"

Claudia Mameli


Masturbazioni di una madre, Silvia G.



Pubblicazioni: IOLIBRO
Genere: Erotico
Anno: 2015
Formato: Cartaceo
Pagine: 136
Prezzo: € 12
Disponibile su: ILMIOLIBRO

 Veronica è sposata con un uomo che non l'attrae più, ha un figlio adolescente per cui non ha mai provato un grande affetto, e alla soglia dei quarant'anni si rende conto di aver sprecato la sua vita a fare nulla di importante; soprattutto, realizza di voler essere libera di godersi gli ultimi anni della propria giovinezza. Grazie al libro erotico che ha da poco pubblicato come rivalsa alla propria esistenza conosce Admin, uno spietato conquistatore che la imprigiona nella sua seducente tela: lei lo vuole a tutti i costi ed è disposta a qualsiasi cosa pur di provare il  piacere della sua carne. Divisa tra il ruolo di casalinga e quello di scrittrice improvvisamente ricercata, trasgredisce alla propria moralità ribellandosi al destino scelto da lei stessa anni prima. Il  morboso desiderio la distrae dal mondo reale, facendola cadere in uno psicotico limbo erotico volto a divorarle l'anima fino allo stremo delle proprie forze.

Scritto in maniera cruda e tesa, questo romanzo rispecchia il volto di tante donne che hanno vissuto la vita di Veronica: ad un certo punto si valutano le scelte fatte, chiedendosi se sono state quelle giuste e se si può essere ancora in tempo per cambiare il proprio destino. È sicuramente un romanzo che porta alla riflessione e che dovrebbe essere letto anche dagli uomini perché non è solo un erotico, anzi: la sessualità descritta è solo una piccola sfumatura nel disagio di una donna che non si sente più tale, che viene data per scontata dal proprio compagno e che realizza di stare perdendo la propria identità femminile, soppiantata dal ruolo acquisito nel momento in cui sceglie di mettere la fede al dito. Perché quando un uomo sceglie stare con una donna, deve ricordarsi che deve amarla e riconquistarla ogni singolo giorno passato insieme.

"La spallina del vestito che indossa le è scivolata su un braccio, se ne accorge troppo tardi, la mano di lui svelta si è già avvicinata, come un ragno, rimettendola a posto e confondendo tutto il resto"

"Lui fa un viaggio e lei ne fa un altro, uniti nelle parti intime non potrebbero essere più distanti. Ma lui non se ne accorge, come la maggior parte dei mariti"

"Veronica se lo immagina, dietro un tavolo, libero di guardare, di addentrarsi nell'intimità dei corpi, impunito, fin nei pertugi di quelle carni fresche"

Claudia Mameli



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La donna farfalla, di Roberto Brughitta



Casa editrice: Amico Libro
Genere: Narrativa
Formato: Cartaceo
Anno: 2014
Pagine: 114

Nonostante la guerra avesse lasciato segni pesanti sulla terra e nell’anima,  gli abitanti di Lamadrò stavano pian piano risollevandosi: svolgevano lavori umili come le loro case, fiere sopravvissute dei numerosi bombardamenti, che si distinguevano da tutte le altre mai viste prima per la strana storia legata alle tegole larghe dei loro tetti. 
Mentre Monica legge tra le nuvole storie che devono ancora essere scritte, suo marito Bruno lavora nella piccola officina, dove qualche volta va a dare una mano anche il loro figlio Riccardo, un bambino silenzioso dotato di un intuito estremo. Allo stesso modo Letizia, una signorina di ormai ottant’anni, passa tutto il giorno a servire vernaccia nella sua piccola e sgangherata bettola, dove i clienti possono intrattenersi con una radio che a loro appare come un magico lusso del quale godere.
Questa piccola comunità isolata dal resto del mondo viene un giorno animata dall’inaspettato arrivo di una bizzarra carovana di saltimbanchi, costretta a fermarsi lì fino a quando il falegname non avesse aggiustato uno dei loro carri. A dirigere la compagnia ci stava Tempesta, uomo burbero e imponente che aveva assoldato persone alle quali non era rimasto più nulla. Tra loro ci stavano Liquirizia e Giglio, uniti dalle cicatrici della guerra; abbiamo Manuel, un ragazzo che aspetta di poter finalmente rientrare a casa; e c’è Camomilla, che nella sua bontà, grande quanto la sua stazza, riesce ad ammansire anche gli animi più ribelli. La loro presenza diede nuova vita al paese e accese la curiosità di tutti, specialmente nel giovane e timido maniscalco Gianluca ed in suo zio Oscar, un apicoltore che passa le sue ore a leggere e sognare il mare, inventando tra una cosa e l’altra un numero degno di un circo come quello di Tempesta, dove ci sono giocolieri, mangiafuoco e lanciatori di coltelli; e dove soprattutto c’è la donna farfalla, una bellissima ragazza che aspetta solo di essere liberata da un assurdo patto che la lega indissolubilmente alla “Compagnia dei Campanelli”.

Introdotta dai versi del poeta Giorgio Peddio, “La donna farfalla” ha il sapore di una favola antica, nella quale ci si immerge completamente poiché rievoca un vissuto che fa parte della nostra storia. Leggendo il libro si sente una forte solidarietà per i suoi personaggi, che vivono senza troppe pretese formando un’unica famiglia; un modo di fare, questo, che ancora resiste nei piccoli centri della nostra isola dove basta veramente poco per poter dire di non avere bisogno di null’altro. Emergono in questo modo gli ideali di amicizia e collaborazione, uniti amore profondo e altruismo.
È la storia di una fotografia impolverata, che fa scordare la frenesia dei nostri giorni mentre si riassapora la bellezza di quei piccoli gesti che sanno rendere grande una vita fatta di sacrifici. Tra nuvole premonitrici, bambini che non usano la voce per parlare, amori nati nel vento e notti passate a rincorre sogni lontani, Roberto Brughitta trasporta i suoi lettori in un mondo non troppo lontano da noi, a volte solo dimenticato. La scrittura appare subito famigliare, priva di complicati costrutti letterari e ricca invece di forti emozioni. È grazie all’alternarsi armonioso di dialoghi e descrizioni esposte in maniera essenziale, che tutto il narrato risulta di facile comprensione. Le frasi si susseguono piacevolmente, rendendo la lettura adatta ad essere vissuta come puro svago o come spunto di riflessione: questo perché, abituati a cercar di rendere migliore la nostra vita, spesso dimentichiamo che la vera felicità si nasconde anche solo nel condividere quel poco che abbiamo con la nostra famiglia, che sia essa formata da vincoli di sangue o dall’incontro di anime che si completano e delle quali non potremmo più fare a meno.



"Poco più in basso, al centro del gruppo laterale delle case dalle tegole larghe, la serranda della bettola di signorina Letizia, sollevandosi, aveva fatto più baccano delle campane. La leggenda diceva che la piccola stamberga fosse lì prima del paese stesso, e che il villaggio le fosse cresciuto intorno  con il passare degli anni"

"Gianluca non sentiva più nulla, non si accorse nemmeno che il suo capo l'aveva raggiunto. (...) Teneva in mano uno di quei manifestini che oltre alle varie scritte ritraeva una bellissima ragazza"

"Non appena il figlio del maniscalco fece il suo ingresso nella stalla, il ragazzo si diresse con una borraccia verso la fontana della piazza. Riccardo gli sbarrò la strada con le braccia aperte. Era chiaro: voleva un abbraccio. Fu il ragazzino a decidere la durata di quella stretta, se Gianluca si fosse staccato prima del previsto il giovanotto avrebbe iniziato ad urlare. Aveva i suoi tempi... per ogni cosa"

"Dal carro di Tempesta spuntò una scarpina rosa e a seguire, un polpaccio che era largo il doppio di una coscia di Giglio. (...) Era la donna cannone"

"Divina rimase così per più di un minuto poi, di colpo aprì i palmi delle mani che trattenevano le lunghe frange si seta. Queste iniziarono a srotolarsi lentamente e andarono a formare un variopinto paio d'ali. (...) La ragazza sollevò quindi una delle scarpine da funambola, e fu a quel punto che la donna Farfalla iniziò la sua magica danza"



INTERVISTA

Claudia)Buongiorno Roberto, ti do’ il benvenuto in questo piccolo salotto letterario nel quale parleremo dei tuoi libri e anche di te!
Vorrei partire dalle parole di Giorgio Peddio, che fanno da apertura a “La donna farfalla”. Perché  hai scelto di usare una sua poesia?

R) Buongiorno a te e ai lettori. Se anni fa mi avessero chiesto quale fosse il mio poeta preferito, avrei dovuto sceglierne uno tra almeno tre nomi. Questo fino a poco tempo fa, quando per caso scoprii che un amico scriveva poesie e che sporadicamente le pubblicava su Facebook. Le lanciava così, come si fa con un sasso nel lago. E come accade in questi casi, una piccola onda arrivò nella mia bacheca. Le sue composizioni erano firmate solo con le iniziali, e quando scoprii chi ne era l’artefice quasi non ci credetti. Erano poesie bellissime e posso definirlo un poeta dell’anima. Ho provato a convincerlo a pubblicarle, ma lui nulla. Scrive di getto, senza pensare ed è sicuramente il sentimento che muove la sua penna. Sono riuscito comunque a farmi donare la poesia che introduce il racconto e che consiglio ai lettori di rileggere una volta terminato il libro. Mi sento per questo privilegiato e non smetterò mai di ringraziarlo.



C) La storia di cui parli si rifà ad un tempo che a noi appare ormai lontano: ci sono la guerra, la povertà, persone umili e sognatori. Da dove parte l’ispirazione?
R) L’ispirazione viene ascoltando le storie delle persone, soprattutto quelle degli anziani. Fin da piccolo mi affascinavano i racconti e posso tranquillamente affermare che i primi libri siano stati i miei nonni. Poi c’è la strada, io sono un grande osservatore e prima o poi, gli episodi che mi hanno affascinato, nel bene o nel male, compariranno come per magia nei miei romanzi.


C) Lamadrò è un luogo immaginario, ma non troppo. Come nasce nella tua testa?
R) Lamadrò è in realtà il nome con cui molti indicano, in Sardo, il paese di Lunamatrona. Non a tutti gli abitanti piace, ma io lo trovo invece molto poetico. Ci vivevano i miei nonni e ci ho passato i periodi migliori della mia infanzia. Per un cittadino, giocare scalzo, tuffarsi nel grano e andare in giro a rubare le prugne acerbe era qualcosa indescrivibile. Ho solo riportato nel libro i colori, i sapori e gli odori che sentivo allora in quel paese e che purtroppo non ho mai più sentito in nessun altro luogo.



C) La compagnia di “Tempesta” è ciò che porta nuova aria al paese. So che quello del circo è sempre stato un tuo pensiero ricorrente e, in un certo senso, questa tua passione entra a far parte della storia stessa. Puoi raccontarci qualcosa in più di te?
R) Penso che ogni bambino abbia sognato di unirsi al circo. In primis perché avrebbe visitato tantissimi luoghi lontani, e  secondo motivo perché il circo dava l’idea di una vita allegra e senza problemi. Con gli occhi di un adulto il circo è tutt’altro. Sicuramente l’aver fatto per anni il Burattinaio e aver passato tantissimo tempo con i bambini nei vari corsi di costruzione e animazione mi ha aiutato a raccontare le storie in modo quasi … fiabesco. O almeno così dicono tanti miei lettori. E questo mi fa piacere anche perché ho scoperto che spesso i miei racconti vengono letti in famiglia. A turno uno legge e gli altri ascoltano. Come una volta.



C) Oltre a collaborazioni in varie antologie, prima di questo libro ci sono “Il giocattolaio e altri racconti”, “Baci di laguna” e “Trucioli di cuore”. In che modo ti sei approcciato alla scrittura?
R) Ho iniziato a scrivere per pura necessità. Avevo subito dei lutti in famiglia e così ho iniziato un racconto per poter dare i nomi dei miei cari ai personaggi. Un modo per renderli immortali. Poi una mia amica ha letto qualche riga e mi ha spinto a continuare. Non ho più smesso. 



C) Dopo “La donna farfalla”, hai pubblicato “Oro corallo e arcobaleno”, “Su Lèpuri isposu” e “La trilogia di pinocchio”. Parlaci di loro.
R) Oro, corallo e arcobaleno è ambientato nella splendida cittadina di Bosa degli anni 80. Un Carabiniere sceglie di trasferirsi in Sardegna per avere un avanzamento di grado. Lui pensa di restarci per poco tempo, ma dovrà fare i conti con la bellezza del territorio, l’ospitalità delle persone, il sole e … l’amore. Il progetto di Pinocchio è qualcosa che invece va oltre la letteratura. Il libro “La trilogia di Pinocchio” contiene tre storie; la prima ci spiegherà del perché il tronco di legno che troverà Mastro Ciliegia sia fatato, poi c’è la storia originale e integrale con l’aggiunta di 30 splendide illustrazioni made in Sardegna, e per finire una terza storia dove un Pinocchio maggiorenne verrà catapultato nel mondo delle donazioni del midollo osseo. Infatti, una parte del ricavato andrà distribuito tra le sedi ADMO di Alto Adige e Sardegna. Il libro “Su Lèpuri isposu”, invece, allerta i bambini delle elementari sulla pericolosità dell’amianto. E’ stato realizzato con i tecnici della prevenzione dell’UNPISI e patrocinato dalla regione Sardegna. Essendo il primo lavoro d’Italia che parla di amianto ad una fascia d’età così bassa, ha avuto subito grandi consensi e sta entrando in tutte le scuole della Sardegna. Naturalmente, dietro tutti questi progetti c’è la mia casa editrice “Amicolibro” che ha subito creduto in me e continuamente mi consiglia e sostiene.



C) Ti ringrazio per avermi concesso il piacere di questa chiacchierata. Prima di salutarti, però, vorremmo tutti sapere quali altri sogni stanno venendo fuori dal tuo cassetto!
R) Il cassetto mi sta stretto, infatti ne ho un baule pieno. Purtroppo so che se rivelati, i sogni non si realizzano. E poi … fammi prima svegliare!



Claudia Mameli


Licenza Creative Commons
Recensione con intervista "La donna farfalla" di Claudia Mameli è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://ilprofumodellacarta.blogspot.it/2016/04/la-donna-farfalla-casa-editrice-amico.html.




sabato 5 marzo 2016

Aikane e lo splendore del buio, di Harry Fog


Pubblicazione: StreetLib Write
Anno: 2014
Genere: Fantasy Contemporaneo
Formato: E-book
Pagine: 492
Prezzo: € 1,99

Nella cittadina di Quietlake, dove in un insolito incidente alla fabbrica tessile DeepWool trovano la morte cinque persone, vive Aikane, una giovane psicologa forense che sogna di lavorare presto nel campo che l'ha lasciata a lungo sui libri scolastici. Vivendo da sempre nel pudico rigore degli insegnamenti impartiteli da sua madre, la ragazza dal nome hawaiano cerca di soffocare il desiderio malato di trasgressione, ascoltando buona musica e leggendo sulle radici di un vecchio albero lontano dagli occhi dei più. Tormentata da incubi ricorrenti che rendono più forte, in lei, il senso di frustrazione e inadeguatezza nel mondo che la ospita, si ritroverà fra le mani un oggetto misterioso dal quale faticherà a separarsi. Di lì a breve, la vera natura di Aikane inizierà a venire fuori facendola sentire, e vedere agli occhi di tutti, una donna bellissima e seducente, dotata di una forza fisica e mentale senza uguali. Per merito del fato, si ritroverà legata ad un investigatore che segue il caso della DeepWooll, ma l'attenzione che attirerà su di sé diventerà un'arma a doppio taglio che la porterà faccia a faccia con figure ambigue e minacciose, e ancor di più con la sua stessa anima, che in preda ad una folle lotta interiore dovrà trovare il modo di gestire la nuova Aikane, decisa a scoprire il nesso che lega la sua trasformazione all'incidente nella fabbrica.

Tra le note che danno il nome ai capitoli del libro, la giovane ed attraente Aikane prende vita nelle righe scritte da Harry Fog nella sua prima opera letteraria, dove riesce a combinare il fantasy estremo nei suoi surreali avvicendamenti, ad un thriller carico di suspense grazie alla figura del Detective Stephen Wayne, che incarna perfettamente la tipica arrogante presunzione di chi si sente grande nel suo ruolo di potere; allo stesso tempo, l'azione frenetica della vicenda principale viene ammorbidita da delicate vicende romantiche, e nuovamente ribaltata nelle forti scene di sesso.
Lo stile narrativo dell'autore risulta in linea con il genere del romanzo, che appare scorrevole e privo di terminologia complessa, rendendolo adatto a giovani lettori (maggiorenni!), che desiderano passare un paio d'ore immersi in una spensierata lettura.
La trama avvincente, e soprattutto il finale inaspettato che sovvertisce le prime 400 pagine, farebbe di quest'opera un  interessante film da prima serata ... Magari da vedere in versione 3D!

                                                     

"Il cuore le batteva forte in petto: stava sudando oltremodo. S'inginocchiò e proseguì a sferrare colpi con forza mentre il seno le danzava a causa dei violenti movimenti del braccio. Colpì ancora e ancora la radice, come se quella stesse ponendo resistenza. Si sporcò di terra, sudore ed erba, infine, esausta, riuscì ad estrarlo"

"Era il momento di andare a fondo, non doveva finire tutto in quel momento: non sapeva chi o cosa fosse, ma il mostro di Oscurità, che aveva dato il via al cambiamento interiore, ora non doveva osare fermarsi. Desiderava stesse lì, voleva continuare a godere all'infinito"

"Si trovava nel bel mezzo del Bosco dei Roveri, in piena notte. Indossava il completo attillato di pelle nera e camminava adagio sull'erba, splendida e inquietante come una pantera a caccia. Poteva udire ogni singolo rumore e scovare immediatamente chi o che cosa l'avesse provocato: il battito d'ali di una falena, lo scricchiolio di foglie sotto i suoi piedi, il fruscio fra i cespugli dei movimenti veloci di un coniglio selvatico. L'olfatto era incredibilmente sviluppato, avrebbe potuto scovare e prendere alla sprovvista qualsiasi animale, prima che si fosse accorto della sua presenza. Voltò la testa di scatto , nella direzione in cui fiutò una fragranza: era indubbiamente l'olio di Impatiens niamniamensi"

"Qualche giorno prima la voce della mora l'avrebbe sollevata e convinta ad affrontare qualsiasi situazione, ora, invece, si chiese come potesse essere così certa e tranquilla. Non era forse il temibile dio delle tenebre quello che avrebbero dovuto affrontare l'indomani notte?"

"Aikane si voltò di scatto fissandolo negli occhi, divenuti di un un unico e terrificante colore grigio. Incurvò le labbra in un inaspettato e inquietante sorriso attirando la sua attenzione e accendendo in lui la paura. Ruotò su se stessa e sollevò l'intero corpo contorcendosi, facendo leva sul braccio immobilizzato"

"È meraviglioso il sorgere del Sole, non trovi? Una magia che si ripete da miliardi di anni» Aikane spalancò la bocca stupefatta, non per l'alba... La donnina proseguì «La luce e il buio che ingaggiano una lotta infinita: ogni giorno l'uno crede di aver vinto sull'altra, ma dopo poche ore gli cede nuovamente lo scettro... » (...) «Un perfetto equilibrio capisci... va preservato... a tutti i costi!»"

Claudia Mameli



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