mercoledì 15 ottobre 2014

Fotolibro "Diario di un atropologo"


"Apra il suo cuore alla vera conoscenza, accetti che le energie vitali di questi luoghi entrino in lei, liberi la sua anima da influssi negativi e percepirà ciò che è concesso solo agli eletti"

Licenza Creative Commons
Fotolibro "Diario di un antropologo" di Claudia Mameli è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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lunedì 29 settembre 2014

Sulle orme della notte di Tiziana Iaccarino


 
Casa editrice: Ciesse edizioni
Genere: Drammatico
Anno: 2012
Pagine: 272
Legatura: Brossura
Prezzo: € 16

La vita è un mistero difficile da comprendere, e questo Deana lo sa bene. In un epoca lontana anni luce lei era felice, spensierata, ma poi arrivò il buio ad inghiottire ogni sua certezza.
In perenne conflitto con un mondo che pare starle sempre più stretto, anche grazie ad una madre austera divenuta ancor più fredda nell'animo dopo la misteriosa scomparsa del marito, l'appena ventenne si trova sull'orlo del baratro esistenziale. Nulla sembra renderla felice, le giornate vanno avanti senza che possa fare se non viverle, in maniera automatica e rassegnata.
Neanche il lavoro, presso la bottega di quello che aveva sempre e solo considerato un caro amico di famiglia, la soddisfa. 
Le uniche volte nelle quali riesce a respirare a pieni polmoni sono quando trova rifugio nel suo piccolo angolo di universo, un luogo a lei caro che però la fa riflettere in maniera ossessiva su quella che è la sua vita, triste e tormentata dal dubbio che corrode anche gli animi più tenaci.
Giunta al limite delle sue forze, Deana si troverà sul punto di cadere proprio da quel baratro che sembra osservarla da lontano in attesa che lei si lasci andare fra le sue braccia. Ma è lì che, senza sapere perché e in che modo sia riuscito a comprendere la sua anima, arriverà un misterioso sconosciuto che tenendola per mano la riporterà a desiderare nient' altro che la vita stessa. D'un tratto, grazie solo al magnetismo del suo sguardo, la giovane ritroverà quel battito nel petto che le mancava da ormai troppi anni; inizierà ad avere nuovamente voglia di respirare per quell'amore inaspettato che il destino vorrà far divenire sempre più forte, dandole così il coraggio di riuscire finalmente a lottare contro tutti i fantasmi del passato, per distruggerli definitivamente e scoprire così quella verità che per troppo tempo era rimasta nascosta nell'angolo più buio della sua memoria.

Giunta al suo terzo romanzo, dopo "Un barlume di speranza" e  " Le catene del potere", l'autrice napoletana incanta il lettore emotivo grazie alla sua scrittura delicatamente raffinata.
La ricerca del dettaglio nel descrivere in ogni sua più piccola sfumatura la complessità dell'animo di Deana, fragile e combattivo al tempo stesso, e l'intreccio di eventi che si alternano tra passato e presente, riesce ad accontentare tutti i lettori.
In maniera sublime descrive gli scenari della sua storia, Venezia e Firenze prima, Sorrento poi, riuscendo a far sentire sulla pelle ognib singolo alito di vento, profumo emanato e luogo visitato.
Una storia al limite della comprensione psicologica, dove si rimane intrappolati riga dopo riga.



"Quelle acque erano più agitate di me, più scure del mio umore e più fredde della mia anima"

"Ci guardavamo nell'attesa che l'altro dicesse qualcosa o, forse, ci faceva comodo non dir nulla, restando ad osservarci in silenzio come due anime perse e ritrovate"

"Da sempre, ogni volta che mi fermavo a guardare il paesaggio circostante, mi sembrava di riuscire finalmente a dominare ogni emozione, ogni paura, ogni inquietudine (...) La chiamavo la collina magica"

"Ero dispiaciuta per le sue parole. Non riconoscevo in essa la madre che mi aveva cresciuta"

"Di nuovo il dirupo. Di nuovo la notte. Buia come non mai"

Claudia Mameli

lunedì 25 agosto 2014

Amaro come il fiele




 Nonostante tu conosca la fragilità della mia anima, in perenne bilico tra la voglia di trovare il coraggio per farmi forte e l'incapacità di riuscirci, continui ad infierire sui punti più scarni della mia anima, facendomi così sentire un misero punto disperso nel buio infinito della tristezza più profonda.

 Disprezzando la mia visione del mondo, umiliandomi e cercando di convincermi, con parole aspre, che sono l'anima nera dell'universo, non fai altro che convincermi a credere di aver sbagliato a non abbandonarti prima.

 Quando due pensieri vanno a scontrarsi, dovrebbero farlo in modo da rispettare, comunque, il proprio opposto.

 Sono fragile, debole, con un forte bisogno di essere sostenuta.
Ma ogni volta che sto per cadere non fai altro che guardarmi andare sempre più in basso.

  Credevo di potermi fidare, che volessi solo il mio bene consigliandomi la giusta via da percorrere. In realtà ho scoperto che quella strada nascondeva bombe pronte ad esplodere, che tu stesso avevi mimetizzato con cura per farmi credere che era stato solo il caso a farmele trovare sotto i piedi.

 La cosa che più mi fa male è che quando avrei bisogno di una parola di conforto non la trovo mai, proprio da te, che più di chiunque altro dovresti essere in grado di comprendere il mio dolore, che macera incessantemente fino ad entrare a corrodere la parte più nascosta delle viscere della mia anima.

 Vorrei una morte lenta e dolorosa: mi distoglierebbe dall'agonia di rapporto dove vince chi, nei sentimenti, ferisce a fondo.

 Ti basta chiedere scusa per convincerti che si possano cancellare gli errori, ma con quel che patisco ogni attimo nel quale penso alle parole dette, qualsiasi tentativo di poter credere in una nuova felicità svanisce nel nulla.

 Chiedere perdono è semplice; il difficile è non arrivare a doverlo fare.

 Chiedere perdono dopo avermi strappato il cuore è come chiedere ad un uragano di non distruggere la foresta che ha appena attraversato.

 Far finta che nulla sia successo aumenta il rancore dell'aver subìto un bagno d'astio ingiustificato.

 Le parole sono come lame d'acciaio: più sono sottili e più feriscono.

 Non troverò pace fino a che non riuscirò a liberarmi dell'amore che provo per te.

 L'amore non è quello detto con le parole, ma quello dimostrato con i fatti.

 Decidendo di amarti ho deliberatamente scelto la strada per il martirio.

 Se mi buttassi in un rovo in fiamme sentirei meno dolore rispetto a quando godi nel vedermi soffrire per le tue maledette parole.

 Chi cerca la ragione a tutti i costi finirà per parlare al vento. Io, ho smesso di ascoltarti quando non mi hai più permesso di parlare.

 Non è chiedendomi "come sto" mentre mi aiuti a rialzarmi, che dimostri quanto ti preoccupi per me; quello avviene quando fai di tutto affinché io arrivi mai a cadere inerme a terra.

 Claudia Mameli 

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Amaro come il fiele di Claudia Mameli è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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Rispetto



Volevo dirti che quando parli
non sento bene quindi ripeti.
Volevo dirti che non ha senso
le tue realtà io non le penso.
Se gira il mondo non è per te
la cosa giusta, più adatta a me.
Vorresti Dio sotto i tuoi piedi
vorresti in cielo un altro tuo Io.
Ma il mondo gira anche da solo
quindi Rispetto, plana il tuo volo.
Rimani a terra a testa bassa
ricorda, tu, sei una comparsa.
In questa vita fatta di errori
ci sono mille, troppi dolori.
Per tua scelta sei tu fra questi
non dovrei amarti, ma venerarti.
E la parola Rispetto è grande
come scrive, non è importante.
Come si dice tu non lo sai
mostrarlo agli altri, non lo fai mai.
Ancor di meno con chi ti è accanto
a chi dovresti darne un acconto.
Ma non importa, un giorno o l'altro
ti accorgerai del male fatto.
Ti pentirai di non aver pensato
che prima o poi, ti avrei abbandonato.
Resterai solo, non mi avrai più vicino
e piangerai, come fa un bambino.
Che non ha più il calore della mamma
il "Sogni d'oro" dopo la ninna nanna.
Rimarrà aperta ogni grave ferita
ma io potrò riprender la partita.

Claudia Mameli 

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Rispetto diClaudia Mameli è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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lunedì 18 agosto 2014

Recensione: La collina di Andrea Delogu e Andrea Cedrola




Casa editrice: Fandango libri
Genere: autobiografico
Anno: 2014
Pagine: 345
Legatura: Brossura
Prezzo:€ 18
Disponibile su: http://www.ibs.it/code/9788860443991/delogu-andrea/collina.html  http://www.amazon.it/La-Collina-Capitolo-Angeli-caduti-ebook/dp/B00HZOIJNY

Scritto a quattro mani con lo sceneggiatore campano Andrea Cedrola, l'autrice di questo sconvolgente romanzo autobiografico (vincitore del Premio simpatia 2024 a Roma), riapre l'attenzione su un problema che ha avuto di che far parlare in maniera ossessiva negli anni ottanta, che tutt'ora esiste, ma che è passato in secondo piano rispetto alle nuove problematiche giovanili presenti in tutto il Paese. 

Modificando nomi e luoghi, Andrea Delogu nata e cresciuta nella comunità di San Patrignano descrive chiaramente quella che era la quotidianità di quel luogo di redenzione per molti, e carcere dell'anima per altri.

 Agli occhi di una bambina che non aveva visto altro che scene di crudeltà e sottomissione, la comunità appariva rassicurante e famigliare: un posto dal quale non sarebbe mai voluta andare via.

 Valentina vive lì da sempre con il padre Ivan, braccio destro del Mannoni, il santone fondatore dell'oasi di recupero al quale deve grazie per l'averlo accolto quando stava per sprofondare definitivamente; con loro c'è anche la madre, Barbara, che a differenza del marito crede poco nel "metodo" adottato per la rinascita dell'uomo.
 Le regole sono rigide per tutti, una volta accettati in comunità non si può più uscire se non quando il capo non decide che si è pronti a farlo, cosa che richiede lunghi tempi e maniere forti. All'interno del gruppo esistono gli "angeli", ex eroinomani che, con grande devozione, si sono messi al servizio della stessa comunità facendo di tutto affinché anche i nuovi arrivati possano finalmente uscire dal tunnel. Con le buone o con le cattive.
 Agli occhi di chi guardava da fuori, la Collina appariva come un regno unito capace di andare avanti da solo, grazie al lavoro dei suoi abitanti che lavoravano la terra, creavano materie prime, vendevano i prodotti della Collina e organizzavano corse di cavalli ricevendo gli elogi di tutti per l'impegno alla sopravvivenza e alla voglia di recuperare la propria esistenza; ma se da un lato c'era chi credeva vivamente nella Collina, come politici, personaggi di spessore e gli stessi familiari dei ricoverati, dall'altro c'era chi si sentiva stanco dei soprusi e voleva finalmente mostrare al mondo intero quello che era in realtà il lato oscuro della salvezza. 

 "Rimasta sola nel capannone, Barbara si agita sul letto, tra spasmi e urla. La scimmia le sta mangiando il cervello sotto i miei occhi"


 "San Babila a quei tempi era sotto protezione di un politico di destra (...) La cosa pericolosa era che noi ci credevamo forti davvero"


 "Passata la scimmia da poco,oppure ancora in corso, butti fuori tutto. A chi ti ha preso, accolto e accettato racconti ogni particolare"


 "L'asilo è il nostro lavoro e anche noi dobbiamo essere puntuali"


 "Il capodanno in Collina era considerato un evento. Quella sera i ragazzi, e non solo Ivan, potevano bere un bicchiere di vino e le ragazze potevano truccarsi e vestirsi come volevano"


 "Puntavo tutto su Valentina. Da grande, quando avrebbe avuto dei figli, Valentina non  doveva avere un passato di dolore come il mio e di Barbara"


Claudia Mameli

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giovedì 7 agosto 2014

Fotolibro "Cinquanta sfumature di Grigio"




 "Volevo l'oscurità, volevo capire quanto poteva farmi male... ma l'oscurità è troppo fitta per me"

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mercoledì 9 luglio 2014

L'uomo nero, di Marco Ernst




Casa editrice: MAR.E edizioni
Genere: Thriller psicologico 
Anno: 2014
Pagine: 134
Formato: Economico
Prezzo: 10
Disponibile su: https://www.facebook.com/marco.ernst.359?fref=ts http://marcoernst.wordpress.com/category/romanzo-giallo/

 L'introduzione alla storia rende chiara l'idea di quello che sarà il tema trattato; una ninna nanna, dolce e terribile allo stesso momento, che racchiude tutto e niente. Inquietante e travolgente, riprende un argomento che troppo spesso non viene affrontato per pura inerzia d'espressione.

 In una piccola cittadina, dove tutti sanno tutto di tutti, un gruppo di bambini con ancora tanti sogni in testa, si avventura per sfida in quello che è il più terribile incubo da vivere: l'incontro con l'uomo nero! Tra oscure sparizioni ed inspiegabili ritrovamenti, avvolti nel mistero di una tetra casa, abitata da ancor più tetri esemplari di razza umana, emergono in silenzio un maestro di scuola elementare ed il parroco del paese, entrambi vittime del loro segreto passato. Insieme si ritroveranno a dover contrastare il mostro che, in maniera subdola e inconsapevole agli occhi delle loro vittime, violerà per sempre quel grande patrimonio dall'inestimabile valore che è l'innocenza infantile; li priverà di quel pezzo di esistenza che li rende unici nel mondo, diversi dagli adulti che, ormai, non hanno più occhi per sognare fiabe.
 Il mostro, quell'angolo oscuro della mente umana, che vive sotto le mentite spoglie di un essere immondo, del quale non si comprende il perché della propria esistenza.

 L'autore bergamasco, già conosciuto al pubblico grazie ad altri due romanzi editi da "Greco & Greco", si dedica alla scrittura in maniera assidua dal 2002.
Racconti, riflessioni e aneddoti gli hanno dato la possibilità di pubblicare in proprio oltre 22 libri e partecipare a numerosi concorsi letterari, piazzandosi sempre tra i primi posti.
 Molto apprezzato anche in rete, grazie alla naturale versatilità di narrazione, gestisce un blog nel quale sono inserite varie opere; e possiede un profilo fb che gli permette di rimanere sempre in contatto con i suoi lettori e colleghi di penna.



"I bambini non sono dei piccoli di adulto: i bambini sono una razza a se stante"

"Poi l'uomo nero spalanca il proprio mantello, quello che assorbe la luce e crea le tenebre e sotto non è vestito e non è nudo: è il nulla è il buio che divora ogni cosa e si avvicina e avvolge il bambino con il suo manto nero."

"Evidentemente lo scopo di chi ha rubato loro l'innocenza, non era fare sì che non l'avessero più loro, ma impossessarsene lui, o lei o di qualunque genere o sesso sia la cosa, la creatura che ha fatto ciò."

Claudia Mameli



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